L’inarrestabile ascesa di Ryanair Holdings ha avuto il suo inizio nel 1985, quando la compagnia nacque come primo vettore europeo a basso costo. L’acquisto di nuovi apparecchi, l’incremento delle rotte e la vittoria in numerose battaglie commerciali contro le normali compagnie di linea non hanno fatto altro che elevare ulteriormente il suo rango di regina del settore dei voli low cost. Concorrenti storici hanno dovuto cedere il passo, mentre case di costruzione prestigiose (Boeing su tutte) hanno offerto i propri servizi per la realizzazione di una flotta senza eguali. L’ultima commessa, risalente al 19 marzo scorso, vedrebbe l’acquisto di 175 modelli per la “modica” cifra di 15,6 miliardi di dollari.

Una linea guida incentrata sul risparmio ha premiato, quindi, non solo in termini di numero di passeggeri annui, ma anche per ciò che riguarda la capacità di investimento della compagnia. Di sicuro, il passo fondamentale teso a dare il là a questo processo è la quotazione in borsa di Ryanair Holdings, avvenuta per la prima volta nel1997 presso la borsa di Dublino e NASDAQ. Con i suoi pro, e i suoi contro, la manovra in questione ha comunque prodotto negli anni effetti moltiplicatori sui ricavi e i dividendi degli azionisti di maggiornanza, fornendo segnali positivi nonostante il continuo aumento dei costi operativi, carburante in primis.

Un andamento costante, con percentuali quasi sempre al di sopra di ogni aspettativa di bilancio. Sebbene il primo trimestre del 2013 sia stato archiviato con un utile netto in calo del 21%, il fatturato ha comunque registrato una crescita pari a 1,342 miliardi di euro, che ha attirato i riconoscimenti di rinomate agenzie dirating, su tutte Goldman Sachs. Illustrando una strategia di investimento azionario per settori, infatti, l’agenzia si è mossa per consigliare i titoli di Ryanair, definiti ormai overweight grazie all’attività dei propri stock destinata ad andare a buon fine nove volte su dieci. Un sinonimo di garanzia: ed in tempi di crisi, non è cosa da poco.