Il Gran Premio di Silverstone si è rivelato davvero esplosivo per Pirelli: purtroppo, letteralmente. Gli pneumatici forniti dalla casa italiana, unico fornitore di gomme per le monoposto di Formula 1, sono infatti andati incontro a un’usura precoce: ben cinque piloti sono stati costretti a ritirarsi a causa dell’esplosione di una gomma. Le conseguenze, per Pirelli, non si sono fatte attendere, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista finanziario.

Crisi Pneumatici Pirelli, quindi?

Nel primo caso, l’azienda milanese ha dovuto far fronte agli evidenti malumori delle scuderie, in cerca di spiegazioni per quelle esplosioni; il giorno seguente al Gran Premio (fonte: GP Ruote esplose , su Gazzetta.it), inoltre, il titolo di Pirelli in Borsa è andato incontro a un preoccupante calo pari all’1.5 %, che ha messo in allarme gli investitori: nel corso della giornata di lunedì il valore dell’azione ordinaria era pari a 8 euro e 76 centesimi. Fortunatamente, già a partire dalla mattina successiva, il titolo si è ripreso, con un aumento dello 0.76 %. Ma la vicenda rappresenta la dimostrazione evidente di come le prestazioni sportive di Pirelli esercitino un’influenza diretta sulla stabilità dell’azienda in Borsa.

E’ anche per questo motivo che il fornitore delle gomme per le vetture di Formula 1 è tornato subito ai ripari, sottoponendo gli pneumatici utilizzati a Silverstone a controlli accurati finalizzati a individuare i motivi di un consumo così veloce. Secondo Pirelli, le esplosioni sono state causate semplicemente dal mancato rispetto, da parte di tutti i team, delle indicazioni loro fornite a proposito dell’uso delle gomme: in particolare le scuderie avrebbero tenuto gli pneumatici a pressioni troppo basse, che – complici gli angoli di camber eccessivi e i cordoli molto alti delle curve più veloci – avrebbero avvicinato in misura significativa la soglia di resistenza della gomma.