Arriva la nuova Auditel, l’azienda che rileva l’ascolto della TV italiana tramite degli strumenti completi in grado di darci delle informazioni che possano rappresentare, in maniera affidabile, le preferenze televisive dei nostri connazionali.

Da sempre le caratteristiche principali dell’operatività Auditel sono attendibilità ed indipendenza, e per questi motivi tutte le informazioni sono usate dalle aziende di marketing e pubblicitarie per le proprie operazioni ed investimenti.

La nuova Auditel 2017

Il nuovissimo CdA di Auditel è composto da:

Grande novità è quella dell’eliminazione, almeno temporaneamente, della carica di direttore generale, che era stata storicamente svolta da Walter Pancini.

Le tre nuove direzioni Auditel

  • Direzione agli affari generali, la cui guida è stata affidata a Patrizia Bertoni, già responsabile del coordinamento delle attività di produzione e commerciali;
  • Direzione commerciale, la cui guida è affidata a Paolo Duranti, arrivato originariamente in Auditel per il SuperPanel di 15.700 famiglie diventato operativo lo scorso luglio;
  • Direzione tecnico-scientifica, in questo caso affidata a Davide Crestani, che insieme al già citato Lugiato è una new entry in Auditel. Crestani è stato già Chief System Architect & Product Engineering presso Nielsen.

 

Gli obiettivi della nuova Auditel di Imperiali

Andrea Imperiali ha reso noto di voler cambiare in maniera anche radicale l’operatività di Auditel, rendendola meno “tavolo di compensazione” tra i vari interessi societari e più impresa autonoma di broadcaster, in vista anche di una possibile quotazione azionaria presso Piazza Affari nel corso del 2018.

L’operatività di Lugiato

Molto importante è il compito che rivestirà Paolo Lugiato, al quale è affidato lo sviluppo del piano industriale che dovrebbe portare l’Auditel a proporsi come gestore delle varie aziende del settore pubblicitario.

Come sarà la nuova Auditel?

Più impresa che mai, la nuova Auditel diventerà ancora più affidabile nella rilevazione degli interessi degli italiani, nella speranza che si possano tracciare ancora di più le abitudini di acquisto e di consumo dei contenuti televisivi, per dare sia un miglior palinsesto, che informazioni migliori, da un punto di vista del marketing, alle aziende italiane che vogliono investire in pubblicità.