Il termine “Commodity” viene utilizzato convenzionalmente per individuare una serie di beni fungibili (nel senso di intercambiabili, cioè dato un determinato bene, è sufficiente che questi corrisponda a degli standard qualitativi precisi perché sia scambiabile, indipendentemente da dove venga prodotto o chi ne sia il produttore), la cui negoziazione viene regolata sulla base di caratteristiche standardizzate. Spesso le commodities costituiscono il sottostante di contratti finanziari derivati, e le forme più diffuse sono rappresentate dai futures, ma anche dalle option e dagli ETC (Exchange Traded Commodities, che a differenza degli ETC non sono fondi ma titoli collegati direttamente alle materie prime o a contratti derivati che le usano come sottostanti).

Esistono quindi due tipi di mercati nei quali le commodities vengono scambiate: i mercati cash o spot, che sono quelli ai quali si rivolgono i produttori di queste materie prime, e i mercati finanziari preposti dove si riferiscono gli speculatori che sfruttano le fluttuazioni dei prezzi per ottenere degli immediati profitti ma anche gli stessi produttori che cercano di mettersi al riparo dai rischi di cali di prezzo in funzione delle aspettative sugli avvenimenti futuri. Esistono diverse classificazioni delle commodities, che possono essere suddivise prima di tutto i due grandi gruppi: le hard commodities, che comprendono i beni durevoli, ovvero non soggetti al deperimento nel corso del tempo, e le soft commodities che invece mancano di queste caratteristiche.

Un’ulteriore classificazione di materie prime (che rientrano comunque in una delle due sottocategorie hard e soft) viene fatta in funzione della natura del bene o della sua provenienza, e sono: Materie Energetiche (come benzina, gas naturale e petrolio), Cereali (come avena, frumento ,grano, mais, soia e derivati), Metalli (alluminio, argento, nickel oro, platino, palladio, rame, zinco, e recentemente, anche se hanno un mercato di elite, sono rientrate anche le “terre rare”), Carni (maiali e alcuni derivati, bovini da carne e bovini da latte), Prodotti coloniali (cacao, caffè, succo d’arancia, tabacco, zucchero,), Fibre (cotone) e Legname da costruzione. Per ciascuna tipologia di commodities sono stati stabiliti dei termini standardizzati, non solo sotto il profilo qualitativo, ma anche per i quantitativi minimi acquistabili e i valori o unità di misura in cui possono essere espressi (ad esempio il prezzo in dollari a barile per il petrolio). I più grandi mercati in cui vengono negoziate le commodities sono di estrazione anglosassone e sono per la maggior parte ubicati negli Stati Uniti (CBOT, CME, NYMEX, NYBOT, CSCE,COMEX ,MACE) e in misura ridotta anche a Londra (LIFFE, ICE, LME).