Il mercato del legname ha recentemento subito un incremento, e questo è un fatto.

A colpire non sono tanto i dati, ancora troppo moderati per poter parlare di boom economico (sebbene il futuro si prospetti quantomeno roseo), ma il fatto che abbia colto praticamente tutti alla sprovvista. Ad aggiungere ulteriore elemento di sorpresa è il fatto che si sia verificata una grande recessione nel settore edilizio: dal 2008 è stato riscontrato una diminuzione negli investimenti di oltre 30 miliardi di Euro.

Soltanto fra il 2006 ed il 2010 il numero delle abitazioni italiane costruite in legno si è però quintuplicato. E sebbene si possa contare su di una percentuale ancora abbastanza esigua (nel 2010 si è riscontrato il 3% di edifici ad uso abitativo e circa il 9% di edifici di altra natura), il trend sta confermando come questi dati siano pronti a subire un profondo cambiamento.

Secondo uno studio commissionato dalla Promolegno, infatti, entro il 2015 è previsto un aumento dell’oltre 50% di edifici costruiti in legno, passando dalle precedenti 5000 unità ad addirittura 7500, che a sua volta ha trasmesso un grosso slancio alle aziende che producono macchine per la lavorazione del legno. Per quanto riguarda gli edifici a scopo non abitativo, la previsione è ancora maggiormente positiva: lo studio prevede un incremento costruttivo del 70%.

La localizzazione sul suolo italiano di questa espansione economica è però molto squilibrata: ben il 70% degli edifici in legno si trova in Nord Italia, così come l’80% delle industrie produttrici. Si auspica quindi una maggiore espansione del settore anche nelle regioni del Mezzogiorno, in cui favorire un’economia sostenibile potrebbe rivelarsi un vantaggio ulteriore a quello del semplice profitto a breve termine.

La motivazione di tale successo va ricondotta a due fattori: il costo e l’ecologia. Non solo attraverso il legno si possono ottenere prezzi di costruzione notevolmente più bassi, ma si tratta anche di un modello edilizio a scarso impatto ambientale.

Tale processo di crescita è stato ulteriormente favorito quando, nel novembre del 2012, sono diminuite le tariffe doganali nel commercio del legname tra Russia (il principale fornitore estero di legname) e l’Unione Europea.