Per comprendere in cosa consista la fondazione, le attività che essa svolge e i settori nei quali opera, occorre analizzare attentamente la sua struttura e origine.

Sulla base della definizione stabilita dallo European Foundation Centre di Bruxelles, si può definire “Fondazione” un ente senza scopo di lucro il quale possiede un proprio reddito o patrimonio, da esso impiegato per la realizzazione di iniziative di tipo culturale, educativo, religioso, sociale o di pubblico beneficio, sia per azione direttache sostenendo associazioni, persone o istituzioni.

In Italia le fondazioni attualmente operative sono numerose, e, la maggior parte di esse, sostengono progetti di tipo culturale.

I settori di pubblici utilità nei quali possono operare le fondazioni sono quello dell’istruzione, della ricerca scientifica, dell’arte, della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali, della sanità, dell’assistenza alle categorie sociali deboli.

Inoltre in base agli scopi socialmente utili che esse intendono perseguire le fondazioni si distinguono in due categorie: fondazioni a fini di assistenza e beneficenza e fondazioni a fini di filantropia.

La filantropia è intesa come cura e interesse nella promozione di attività culturali, di ricerca scientifica o comunque inerente la sfera umane e sociale.

Gli scopi della fondazione sono dunque privi di lucro, il che significa che l’ente può ricavare degli utili dal patrimonio della fondazione e delle attività da essa organizzate ma deve reinvestirli per raggiungere gli scopi socialmente utili che si è prefissato.

In tal senso è molto importante la responsabilità patrimoniale limitata di cui gode questo ente, che gli permette autonomia nel gestirlo, sperandolo dal patrimonio dei singoli aderenti alla fondazione.